UN INTERESSANTE CONVEGNO SULLA SIDERURGIA A GENOVA

 

Si tiene, a Genova, mercoledì venticinque maggio – a partire dalle ore 17:00, presso la sala Mercato del Teatro dell’Archivolto, sito in piazza Gustavo Modena, nel quartiere di San Pier d’Arena – un convegno dal titolo: “La siderurgia genovese nella storia. Il caso Ilva. Il mercato della latta”.

A guardare il volantino che pubblicizza l’iniziativa, non si riesce a capire chi organizza l’appuntamento: ci viene in aiuto l’elenco degli sponsor presenti in fondo al foglio, dove tra gli altri si leggono i nomi della Fiom-Cgil e del Centro di documentazione Logos, la longa manus di Lotta Comunista in campo editoriale.

A testimoniare ulteriormente chi siano i misteriosi personaggi che hanno messo in piedi la giornata di studi, contribuisce il contenuto del banchetto presente all’entrata del salone: le pubblicazioni sono quelle tipiche della suddetta formazione politica, anche se la casa editrice che la fa da padrone è la Pantarei.

Tra tutti, l’intervento più importante della giornata è quello del sindaco di Genova, il marchese Marco Doria: questi si cimenta in una lunga e dettagliata ricostruzione della storia della siderurgia genovese, dalla seconda metà dell’ottocento agli anni novanta del novecento.

Ricorda persino – su sollecitazione del sindacalista Armando Palombo della Fiom-Cgil, che era intervenuto per primo aprendo l’incontro – l’esistenza, in ambito cittadino, della Società Ligure Fabbricazione Latta: una realtà – che impiegava trecentocinquanta dipendenti – che viene menzionata anche nel titolo della manifestazione.

Peccato che il primo cittadino del capoluogo ligure, confermando di non essere proprio un cuor di leone, interrompa il suo racconto ai tempi dell’accordo di programma del 2005 che ha portato alla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano; in questo modo evita di prendere posizione sul processo per disastro ambientale che vede imputata la dirigenza dell’azienda davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Taranto.

Resta da capire se abbia preso questa decisione per deferenza verso i dirigenti locali presenti in sala, o se invece abbia preferito evitare di irritare i suoi azionisti di maggioranza: quei sedicenti democratici da sempre legati alla famiglia Riva; in ogni caso si è trattato di un comportamento inaccettabile.

 

Genova, 26 maggio 2016

 

Stefano Ghio - Slai cobas per il sindacato di classe Alessandria/Genova

 

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